Home»Libertà di stampa»«Cartooning for peace»: come dire le cose con un disegno

«Cartooning for peace»: come dire le cose con un disegno

4
Shares
Pinterest Google+

Fino al 10 marzo 2018 a Sfax, Tunisia, c’è «Cartooning for peace» (vignette per la pace). Una mostra itinerante sulla libertà d’espressione esposta alla alla Maison de France. L’esposizione si iscrive nel quadro delle attività dell’associazione omonim,a fondata nel 2006 dall’incontro di Plantu, giornalista e disegnatore di Le Monde e del settimanale francese l’Espresso, con il segretario generale delle Nazioni Unite dell’epoca e premio Nobel per la pace Kofi Annan. In occasione di un colloquio internazionale intitolato “Disapprendere l’intolleranza- disegnare per la pace” alla sede delle Nazioni Unite, i due hanno discusso dei modi con cui diffondere un messaggio di pace che fosse possibile distribuire in maniera capillare ed efficace.
Dal marzo 2013, l’associazione «Cartooning for peace» propone una mostra itinerante di dessins de presse composta da undici pannelli che trattano, attraverso le caricature, molti temi di attualità come la libertà di stampa, la relazione tra la satira e la religione, la censura, i problemi ecologici, la guerra.
Dal 2006, l’associazione favorisce l’incontro tra caricaturisti professionisti di tutte le nazionalità e il grande pubblico; è una realtà che conta 108 disegnatori di 42 nazionalità e organizza mostre, incontri e attività varie in Francia e all’estero. In Tunisia è attiva dal 2017.

Per chi non può visitarla personalmente, la mostra è fruibile online a questo indirizzo.

Nella vignetta, disegnata da Brandan (Sudafrica) e pubblicata sul Business Times: “Enfin… les Jeux olympiques d’hiver 2018 de l’ANC” (Da sinistra a destra: Cyril Ramaphosa e Jacob Zuma. Il presidente Jacob Zuma, che ha guidato il Sud Africa negli ultimi 8 anni, ha finalmente ceduto alle crescenti pressioni nei giorni scorsi. Sconfitto dal suo stesso partito (l’ANC), ha infine annunciato il 14 febbraio le sue dimissioni con “effetto immediato” nonostante il suo “disaccordo”. Come previsto nella costituzione, Cyril Ramaphosa, vicepresidente e capo dell’ANC, fungerà da presidente ad interim).

Previous post

Il Bahrain e l'ultima rappresaglia contro i giornalisti: renderli apolidi

Next post

Rapporto sul Marocco: arretrano libertà e diritti umani