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Buon compleanno

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L’Associazione Caffè dei Giornalisti compie 2 anni e festeggiamo ricordando dei momenti significativi della sua storia con un articolo pubblicato su Torino Magazine.

È nata a maggio 2012 e da allora l’attività dell’associazione culturale torinese è stata un’escalation di incontri aperti al pubblico su tematiche variamente legate al mondo dell’informazione.

A pochi giorni dall’incontro “Primavere arabe: quali germogli?” con la giornalista di Al Jazeera Ethar El-Katatney previsto per giovedì 15 maggio nella programmazione del Circolo dei Lettori, parliamo con Rosita Ferrato, giornalista e presidente dell’associazione, nonché sua prima ideatrice, e chiediamo subito di quest’ultima iniziativa. “Non è la prima volta che il Caffè si interessa a questi temi. In qualche modo, già due anni fa, prendendo spunto dal romanzo “La ragazza di piazza Tahrir” di Younis Tawfik, avevamo invitato a riflettere su quel fenomeno molto seguito dai nostri media. Oggi, ci è sembrato interessante proporre un momento di riflessione sui due aspetti che socialmente emersero dirompenti in quel contesto: il ruolo femminile e quello dell’informazione da intendersi nel senso più ampio per cogliere con le due nostre ospiti, affermate giornaliste egiziane, elementi di attualità e testimonianze dirette su quegli aspetti”

Ma il Caffè dei Giornalisti si è anche interessato a realtà drammatiche che direttamente colpiscono i reporters e ledono la libertà di stampa, come quando avete allestito in piazza Carlo Alberto la mostra Exile – Giornalismo esiliato. “Sì, abbiamo portato a Torino e per la prima volta in Italia, una selezione di circa trenta vignette sul tema della libertà di stampa, realizzate da illustratori e giornalisti di tutto il mondo, grazie alla collaborazione con Maison des Journalistes che a Parigi accoglie e accompagna i giornalisti esiliati a causa del proprio impegno professionale. E l’inaugurazione della mostra, inserita nella rassegna “Torino incontra la Francia”, ci ha visti impegnati in un convegno con la direttrice di Maison des journalistes Darline Cothière e alcuni testimoni diretti di quel dramma a raccontare cosa significa essere costretti a lasciare casa e affetti, pur di non tradire il proprio mandato lavorativo”

Di appuntamenti ce ne sono stati vari: ricordiamo l’incontro a Marrakech sui rapporti fra media e ambiente nel settimo congresso internazionale del Weec, la presentazione a Palazzo Saluzzo Paesana dell’Atlante delle guerre con la stimabile redazione di Raffaele Crocco, il direttore Mario Calabresi e vari fotoreporter tra cui Luciano Scalettari E poi, Notizie per immagini con il pluripremiato Emiliano Ponzi; il concerto di musica tradizionale irachena che, con la mostra fotografica di Elsa Mezzano, intese, grazie ad artisti di fama internazionale, richiamare l’attenzione su uno di quei paesi andati alla ribalta per la guerra che li dilania e poi all’improvviso scomparsi perché i riflettori si spengono, lasciando nel comune sentire la percezione di un luogo che era solo conflitto, senza un prima, senza un dopo. E, a fine anno, l’incontro su Media e immigrazione con il direttore di Turin, Enrico Camanni, e il giornalista di Radici, Davide Demichelis, oltre a vari colleghi italiani e stranieri riunitisi sempre nella splendida cornice di Palazzo Saluzzo Paesana; e a marzo infine la partecipazione all’incontro La voce che comunica, seguito dal concerto con Franco Battiato al Parco della Musica di Roma.

E i vostri incontri sono sempre aperti al pubblico…
“Esattamente, perché la nostra intenzione è di avvicinare la società civile al mondo dell’informazione, creando così un ponte tra i professionisti di un settore in continua evoluzione, ma anche tra loro e appunto la società civile. Questo è anche l’obiettivo del nostro sito web, www.caffedeigiornalisti.it, dove mettiamo in evidenza variegate esperienze e opportunità di buon giornalismo, nella più ampia delle accezioni, convinti che tutelare la buona e plurale informazione significa tutelare la dignità e il rispetto reciproco. Il nostro sito è un piccolo collettore di storie di reporter, di notizie e di approfondimenti sul mondo del giornalismo, destinati a un pubblico ampio non solo di professionisti, ma di curiosi, cittadini, studenti ed istituzioni. L’auspicio è quello di incontrarsi agli eventi, come quello del 15 maggio, per conoscersi, scambiare competenze ed emozioni, e magari promuovere nuove occasioni di dialogo culturale e di valori socialmente costruttivi”.

Torino Magazine - caffè

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