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Buon compleanno Ansa, da 70 anni racconta il mondo

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La copertina del libro di Carlo Gambalonga, Casa Ansa
La copertina del libro di Carlo Gambalonga, Casa Ansa

L’Ansa compie 70 anni e Carlo Gambalonga, ex vicedirettore vicario della testata, ce li descrive nel volume Casa Ansa. Da settant’anni il diario del Paese, che verrà presentato giovedì 26 marzo a Roma, nella sede della Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali).
Dal primo dispaccio sui bombardamenti alleati in Germania, del 15 gennaio 1945 agli anni di piombo, dal rapimento di Aldo Moro ai mondiali di calcio in Italia, passando per le stragi di mafia e Tangentopoli, fino ai nostri giorni. L’Ansa, nata per iniziativa dei quotidiani pubblicati nelle regioni liberate d’Italia, ha raccontato i fatti più importanti, diventando il diario del Paese.

Gambalonga ha vissuto dall’interno, per quasi quarant’anni, le vicende dell’agenzia, che oggi conta 36 soci editori dei principali quotidiani italiani, con 22 sedi in Italia e 81 uffici in altri 78 Paesi. È stato per dieci anni coordinatore delle sedi regionali e, nella fase iniziale, di Ansamed, un notiziario in tre lingue (italiano, inglese, arabo) realizzato in partnership con sedici agenzie di stampa operanti nel Mediterraneo. Ha ottenuto vari riconoscimenti nazionali e internazionali, come l’Axel Munthe, il Miami Award e il premio Sele per il Mezzogiorno d’Italia.
Insieme all’autore, interverranno alla presentazione del libro Giulio Anselmi, presidente dell’Ansa e autore della prefazione al libro, Maurizio Costa, presidente della Fieg, Virman Cusenza, direttore de Il Messaggero, Massimo Franco, editorialista del Corriere della Sera; Mario Orfeo, direttore del TG1.

Casa Ansa è frutto di un anno di lavoro, di ricerca e interviste di Gambalonga, che porta alla luce particolari inediti del passato dell’ANSA.
“Il libro – spiega l’autore –offre una fotografia di due realtà parallele: l’Ansa stessa e il Paese che racconta. Vedendo la luce con la nascita della Repubblica, ne ha accompagnato tutta la sua storia, ne è stata fedele testimone e, in molti casi, partecipe”. E mentre fa conoscere la realtà dell’agenzia – “una redazione multietnica ma soprattutto una grande famiglia” – traccia una mappa degli avvenimenti che più hanno colpito il Paese in questi settant’anni. Dalla tragedia del Vajont al terremoto in Irpinia, dall’assassinio del presidente Kennedy alla caduta del muro di Berlino.
Gambalonga ripercorre i vari spostamenti di sede, da quella in via di Propaganda (che fu dell’agenzia Stefani) fino a quella attuale di via della Dataria, dove già nel passato – come ricorda Giulio Anselmi nella prefazione – mentre dal Quirinale il papa governava, “il cardinale datario, due palazzi più in basso, a futura memoria, scriveva, scriveva, scriveva”.

Tra gli scoop dell’Ansa, la notizia delle dimissioni di Papa Benedetto XVI data da Giovanna Chirri grazie alla sua conoscenza del latino. Ma anche scelte difficili, come quella di pubblicare o meno il saluto agli italiani che re Umberto affidò all’Ansa dopo la sconfitta nel referendum del ’46 o i primi documenti delle Brigate Rosse. “In entrambi i casi la scelta fu quella di trasmettere tutto – ricorda Gambalonga – , sempre per spirito di servizio nei confronti degli italiani”.
Casa Ansa è un viaggio nelle notizie, ma anche in un mondo di professionisti, giornalisti in alcuni casi diventati famosi ma – sottolinea l’autore –”spesso sconosciuti ai più, che lavorano per le notizie e non per la firma e servono il Paese nell’anonimato”. Con alcune eccezioni, come il corrispondente da Berlino Riccardo Ehrman, portato in trionfo durante le celebrazioni per la caduta del Muro perché riconosciuto come colui che fece in tv la domanda “giusta”, quella da cui scaturì l’annunciò dell’apertura delle frontiere. “È l’episodio che mi ha colpito di più – spiega Gambalonga – perché ha costituito un piccolo riscatto per tutti. È come se, insieme lui, fossero stati portati sulle spalle tutti i giornalisti dell’Ansa”.

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