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Barcellona, il meeting dell’informazione ambientale

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Circa 50 giornalisti e scienziati ambientali di 20 paesi, ricercatori ed esperti del settore, ONG e istituzioni internazionali si sono riuniti a Barcellona, nella sede dell’Unione per il Mediterraneo, per il 3° Meeting dei giornalisti ambientali delle agenzie di stampa del Mediterraneo. C’eravamo anche noi, per incontrare esperti e colleghi interessati all’aggiornamento professionale.

Promosso da UfM (Unione per il Mediterraneo), IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura),in collaborazione con AMAN (l’Associazione delle Agenzie del Mediterraneo) ed EFEverde (settore dell’Agenzia di stampa spagnola EFE dedicato all’ambiente) il Meeting si pone come una delle occasioni più interessanti in cui scienziati e rappresentanti delle associazioni dei giornalisti scientifici e ambientali di tutto il bacino del Mediterraneo si riuniscono per parlare di transizione energetica, economia circolare e lotta alle plastiche in mare.

«Il Mediterraneo è il nostro patrimonio comune – ha detto Miguel García-Herraiz, UfM Segretario generale aggiunto per l’ambiente e l’acqua – siamo una zona che si deve presentare unita davanti ai decisori politici nonostante le differenze. Per questo siamo lieti di riunire giornalisti ed esperti di tutta la regione, per discutere le priorità ambientali da qui al 2030».

Antonio Troya, direttore del Centro IUCN per la cooperazione mediterranea ha sottolineato che «il mare svolge un ruolo cruciale nell’economia, e il Mediterraneo è un punto di riferimento sia turistico sia di conservazione ricco di biodiversità». Mentre Arturo Larena, direttore dell’agenzia di stampa EFE Verde ha ribadito l’importanza di portare avanti iniziative condivise. Come? Ad esempio, ha detto George Penintaex, segretario generale di AMAN, bisogna ricordarsi che esiste un gap tra nord e sud del Mediterraneo e che ogni campagna di comunicazione deve essere adattata agli obiettivi specifici ed alle caratterisitiche di ogni paese.

Come evolve il giornalismo? Se ne è parlato in due sessioni dedicate alla presentazione di iniziative e strumenti per la professione, e al dibattito tra professionisti ed esperti scientifici. «Il giornalismo si trasforma velocemente, non si sa ancora che cosa diventerà, ma siamo in una fase di transizione e dobbiamo pensare al giornalismo del 21° secolo – ha detto Nehal Hassan El Kouesny, esperta egiziana di comunicazione – I giovani hanno mentalità e strumenti diversi da quelli del passato. Sono però il nostro pubblico. Dobbiamo quindi essere in grado di interagire con loro».

Verdana Simicevic, giornalista di Novi List (Croazia) ha presentato la rete balcanica di giornalisti scientifici, che ha come obiettivo principale rafforzare questo tipo di professione, ad esempio con l’organizzazione di workshop o stimolando la collaborazione tra colleghi. Elisabetta Tola, fondatrice di datajournalism.it ha messo l’accento sull’importanza dei dati: «rendono la complessità più comprensibile» ha detto, ricordando anche che «il giornalismo del futuro sarà sempre più fatto in modo partecipativo e in team». Rocio Peres Benavente, coordinatore di Maldita Ciencia, ha sottolineato quando sia importante combattere la disinformazione scientifica e creare una comunità in grado di reagire anche in modo divertente e interattivo (utilizzando ad esempio video, fumetti ecc). «Tutti possono diffondere la disinformazione. Ai media servono giornalisti qualificati e specializzati in fact checking anche per quanto riguarda l’informazione ambientale e scientifica, non solo per i temi politici».

Il Meeting, ideato dal Centro IUCN per la cooperazione mediterranea (IUCN-Med), era stato ospitato nel 2015 a Malaga e nel 2016 a Marrakech, in concomitanza con la COP22. Il suo scopo è quello di creare una rete di comunicatori e giornalisti ambientali che, anche tramite una piattaforma digitale comune, possano avere un luogo virtuale in cui scambiare opinioni, cercare contatti e fonti utili e autorevoli per sviluppare le loro storie, approfondire la conoscenza dei temi ambientali in aree scientifiche e politiche. «Scopo della piattaforma – spiega infatti la responsabile Lourdes Lazaro, dell’IUCN – è di mantenere i contatti e gli scambi diretti tra i membri per implementre la qualità e la quantità degli articoli su questi temi nelle agenzie di stampa».

Gli incontri a Malaga e Marrakech hanno consentito il consolidamento di questa rete di comunicatori e hanno già portato diversi risultati concreti, tra cui la pubblicazione intitolata Una guida giornalistica sull’informazione ambientale, il lancio della sezione Ecologia MAP come parte dell’agenzia di stampa marocchina e la creazione della piattaforma medgreenjournalism.net.

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