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Laura Silvia Battaglia

Laura Silvia Battaglia

Laura Silvia Battaglia, giornalista professionista freelance e documentarista, è nata a Catania e vive tra Milano e Sanaa (Yemen). È corrispondente da Sanaa per l'agenzia video-giornalistica americano-libanese Transterra Media, l'agenzia turca TRTWorld, il servizio pubblico svizzero (RSI), Index on Censorship, The Fair Observer, Guernica Magazine, The Week India. Per i media italiani, collabora stabilmente con quotidiani (Avvenire, La Stampa, Il Fatto Quotidiano), network radiofonici (Radio Tre Mondo, Radio Popolare, Radio In Blu), televisione (TG3 - Agenda del mondo, RAI News 24, Today di Tv2000), magazine (D - Repubblica delle Donne, Panorama, Donna Moderna, Jesus, Pagina99), siti web (Il Reportage, Il Caffè dei giornalisti, The Post Internazionale, Terrasanta.net, Eastmagazine.eu). Dal settembre 2017 condurrà per il telegiornale di Tv2000 il programma di approfondimento sul mondo arabo Cous Cous Tv.
Ha iniziato a lavorare nel 1998 per il quotidiano La Sicilia di Catania. Dal 2007 si dedica al reportage in zone di conflitto (Libano, Israele e Palestina, Gaza, Afghanistan, Kosovo, Egitto, Tunisia, Libia, Iraq, Iran, Yemen, confini siriani). Ha girato, autoprodotto e venduto otto video documentari. Ha vinto i premi Luchetta, Siani, Cutuli, Anello debole, Giornalisti del Mediterraneo. Dal 2007 insegna al master in Giornalismo dell'Università Cattolica di Milano e dal 2016 al Vesalius College di Bruxelles.
Ha scritto l'e-book Lettere da Guantanamo (Il Reportage, dicembre 2016) e, insieme a Paola Cannatella, il graphic novel La sposa yemenita (Becco Giallo, gennaio 2017). E' in uscita l'e-book Vita e morte nell'era dei droni per Informant.

Quando la app Dragonfly verrà attivata in Cina, il motore di ricerca di Google non indicizzerà più Facebook, Twitter e anche il New York Times. In questo modo, la stretta sull’informazione sarà più efficace per tutti: cittadini, attivisti, giornalisti. Peccato che la app sia stata sviluppata direttamente da Google su richiesta del governo e dunque serva un mercato di miliardi …

I bilanci di fine anno non sono mai positivi, quando a pagare sono i giornalisti e la libertà di stampa. E soprattutto quando i giornalisti pagano con la vita. Il Comitato di protezione dei giornalisti (CPJ) pubblica in sei lingue il suo ultimo report annuale, completo di data base globale e per Paese. Il metodo di ricerca utilizzato considera oggetto …

Il Paese in cima alla lista è la Somalia, seguìto dalla Siria, dall’Iraq e dal Sud Sudan. E sono i Paesi dove non solo muoiono più giornalisti, ma soprattutto dove gli autori di questi crimini non vengono perseguiti dalle autorità, perché sono gli stessi membri dell’establishment a ordinare questi omicidi; oppure perché non esistono leggi che regolino la libertà di …

Per lui si sono mobilitati in migliaia ma non è ancora abbastanza. Yahia al Joubaihy rischia di essere giustiziato tra pochi mesi. La sua colpa è essere un giornalista indipendente nel Nord dello Yemen, occupato dall’ottobre 2014 dai ribelli Houti, una milizia sciita che si ispira al modello Hezbollah e che, di fatto, ha gettato il Paese nella guerra più …