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A Napoli il giornalismo civile contro la censura

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imbavagliatiUn appuntamento tutto dedicato alla libertà d’informazione: il Palazzo delle Arti di Napoli dal 23 al 29 agosto ospita la prima edizione del Festival Internazionale di giornalismo civile.
Protagonisti firme del giornalismo che nei loro Paesi hanno sperimentato il bavaglio della censura e la persecuzione di regimi dittatoriali ma non hanno rinunciato a raccontare e denunciare.
Tra di loro, Alì Lmrabet, giornalista marocchino segnalato da  Reporters sans frontières come uno dei “100 eroi dell’ informazione”: per aver definito in un articolo “rifugiati” i Saharawi che vivono nei campi profughi di Tindouf, ha scontato una pena nella prigione di Rabat e l’interdizione per dieci anni dalla professione giornalistica, dopo aver visto la chiusura dei suoi due settimanali satirici, Demain Magazine e Doumane.
Al termine di quello che egli stesso ha indicato come il suo “gulag intellettuale”, le autorità marocchine si sono rifiutate di concedergli i documenti che gli avrebbero consentito di riprendere la sua attività: per protesta ha cominciato uno sciopero della fame davanti alla sede del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra al motto di “Sono il primo sans papier della storia del Marocco”. Dopo la notizia ufficiale da parte del Ministero dell’Interno sul pronto rilascio dei suoi documenti, Alì ha da pochi giorni interrotto lo sciopero.

Insieme a lui al festival interverranno Jeremías Marquines (Messico), Gonzalo Guillén (Colombia), Jean Claude Mbede Fouda (Cameroun), Efraim Medina Reyes (Colombia). Tra gli ospiti italiani, il giornalista Guido Piccoli, esperto di questioni colombiane, il regista Gianmarco Serra, il giornalista Luca Mastrantonio, il professor Sergio Marotta, Paolo Siani, fratello di Giancarlo, giornalista assassinato dalla camorra, e Roberto Saviano, che interverrà con un contributo video.
ImbavagliatiTema della prima edizione sarà infatti quello delle mafie globalizzate, a confronto con il sistema camorra.
Non a caso, appunto, il simbolo che campeggia sulle locandine del festival è la vettura di Giancarlo Siani, a bordo della quale fu ucciso in un agguato, in seguito alle sue inchieste sugli intrecci tra politica e clan camorristici per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto dell’ Irpinia nel 1980.

All’evento è legata la prima edizione del “Premio Pimentel Fonseca”, in calendario il 20 agosto all’Istituto di Studi Filosofici. A ricevere il premio la giornalista russa Oksana Chelysheva, collaboratrice della “Novaya Gazeta” e collega di con Anna Politkovskaja. Nel 2006 ha ricevuto il premio di Amnesty International dedicato a giornalisti che si occupano di diritti umani in situazioni di rischio (Amnesty’s Special Award for Human Rights Journalism Under Threat).
Il festival internazionale di giornalismo, prodotto dall’Associazione “Periferie del Mondo-Periferia Immaginaria”, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e con l’alto patrocinio di Amnesty International Italia, dell’Unicef
e dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, è secondo le intenzioni della direttrice Désirée Klain “un format sperimentale, con una prima edizione pilota che potrà crescere, per mettere in contatto la città con mondi lontani, che hanno con noi in comune più di quanto immaginiamo. L’estate non vuol dire solo disimpegno, ma anche un momento di pensiero libero e di apertura mentale”.

Per maggiori informazioni e il programma completo: www.imbavagliati.it

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